lunedì 27 ottobre 2014

CRASH!





J.G.BALLARD presenta


CRASH!
le macchinine più pazze del mondo


Avventure mozzafiato, scontri frontali, torbide perversioni tecno-erotiche. Dal capolavoro di J.G. Ballard.


. Scegli la tua macchinina

. Falla scontrare contro quella di un altro concorrente
. La vettura che riporta più danni ottiene il maggior numero di punti libido. Si gioca alla meglio dei dieci scontri


Affronta i tuoi amici in un'orgasmica sfida all'ultimo testacoda! 


testo Martin Hofer 
immagine Bernardo Anichini


sabato 25 ottobre 2014

li astri imprevedibili _ SCORPIONE



Sei un tipo a posto. Una persona perbene. Talmente a posto e talmente perbene che se prendi il bus a mezzanotte timbri lo stesso il biglietto. Ma questo non ha alcuna importanza. Perché tu sei scorpione! Sei un segnaccio! Indisponente, inaffidabile, insensibile, intollerante. Scostante, sprezzante, scrostato, schizzato. 
Inutile chiedere spiegazioni. Un segnaccio. Fine della discussione. Pensa che nel 1478 una donna spagnola venne condannata al rogo proprio a causa del suo stigma. "Segnatium", recitavano le carte del processo. Il motivo per cui Samantha De Grenet non sta più in televisione? Qualcuno ha fatto la soffiata: 9 novembre 1970! E addio poltrona de La Vita in Diretta. 
Alla luce di tutto ciò, scorpione, hai ancora qualche buona ragione per essere ottimista? 
Dammi retta: restatene nascosto, striscia nell'ombra, sopravvivi, e quando finalmente Biagio Antonacci prenderà possesso dell'universo, allora e soltanto allora avrai la tua rivincita. 
Per il momento t'attacchi. 
Sudombelico basculante.


Voto: 4 


Il personaggio: Alessandro Del Piero, indimenticata bandiera del Delhi Dynamos 


testo: Martin Hofer
immagine: Bernardo Anichini

lunedì 20 ottobre 2014

Brie per Bistecca

 
Titolo: Brie per Bistecca
Regista: Leo McMoihare
Durata: ‘99
Genere: reportage socio-politico
Produzione: Gran Bretagna
Cast: Leo McMoihare
Casa di produzione: Warning Brains

Sinossi e nota critica: Forse ultimamente il reportage semi-giornalistico su tematiche sociali ci ha un po' stufato. A me sì, per esempio. Potreste però rimanere piacevolmente sorpresi da Brie per Bistecca (Cheese for Beef), una piccola produzione scozzese che, dopo aver spopolato su Youtube, ha iniziato ora a trovare distribuzione anche nei cinema. Girato con pochi mezzi dal giovane McMoihare (scuola Danny Boyle, come gli spettatori più attenti potranno dedurre dalle tecniche di montaggio), la pellicola ripercorre una simpatica inchiesta sul movimento “Food for Food”.
McMoihare si è intrufolato, telecamera in mano, nei sobborghi industriali di Glasgow, dove ha preso piede una specie di mercato nero alimentare basato sul baratto. Insieme a lui, scopriamo come funziona questo sistema di scambio clandestino e come la polizia locale cerca di arginarlo. Osserveremo loschi personaggi stazionare agli angoli delle strade dopo aver nascosto sacchi di patate dietro ai cassonetti, capiremo come uova e salmoni passino di mano in mano sotto i tavoli dei pub e sorrideremo dei dissapori che spesso sorgono all’interno del movimento a causa della proverbiale taccagneria scozzese. Tutto ciò, alla ricerca di Gus Gordons, eminenza grigia di “Food for Food” e misterioso personaggio che si aggira per le vie di Glasgow col volto coperto da una maschera di Sean Connery. McMoihare riuscirà a parlare con lui e a fargli smentire in prima persona le voci che circolano a proposito del fantomatico progetto d’imbottire di dinamite i maggiori centri commerciali di Scozia?
Un reportage dal ritmo veloce e incalzante che potrebbe catturare l’interesse del pubblico italiano, andando a toccare argomenti di grande attualità come la crisi economica, il consumismo e il rincaro dei beni di prima necessità.

Voto: 6

testo: Fabrizio Di Fiore
immagine: Bernardo Anichini

martedì 14 ottobre 2014

Strip Advisor _ Sri Lanka


Siamo composti per buona parte di stupori e senso d'avventura. Di cercare nuovi ricordi in terre sospese. Quindi sia! Il caldo è la prima sospensione. Una ragguardevole dose di griglia umana acceca quanto i colori, di una varietà densa che tinteggia le strade e i suoi abitanti. Siamo a Hikkaduwa, con il nostro amico Saman, là dove serpeggiano i Tuk-Tuk con adesivi di Bob Marley e i chioschi di roti speziati. Dove la bellezza la creano le persone nella loro semplice dignità, seppur evasi da un campo di prigionia per archetipi. Sì, d'accordo, possiamo tralasciare il pannello elettrico che ha preso fuoco nella guest house per surfisti sudati, e poi spento miracolosamente nel cuore della notte da un cingalese urlante con il pratico uso di un secchio pieno d'acqua di laghetto (e qualche sfortunato pesce rosso al suo interno). Così come il rifugio per pellegrini in prossimità dello Sri Pada, con annesso cameriere sbronzo che si insulta allo specchio, il letto che è un rave di pidocchi e il bagno a mattonelle blu, nere e rosse (secondo la moda). Dove per accendere la luce di una stanza un giovane apprendista è costretto a tenere sulle spalle il grassoccio titolare fuori forma, intento a colpire il pannello troppo in alto per la sua stazza con un vecchio bastone scheggiato. Ma si sa, il pepe della vita costa qualche schema poco conforme. Le bevute di Arrak al tramonto delle sue spiagge in compagnia dei paguri saranno un ricordo indelebile. Così come la birra annacquata e il capitano con un solo dito che, alzandolo fiero alle stelle, dispensa ordini ai suoi marinai, molto simili a un rintocco di campana. Tety, la cagnolina malata del Rita's. La signora sdentata delle - Pineapple! - appena colte. Il pomeriggio al mercato locale e la cena da Rohan, che di italiano conosce solo le bestemmie. Il loro niente donato al tuo tutto. Rischiare sorridendo la pelle su un motorino, diretto verso Galle, è una passeggiata se sai che chi ti sta per investire ricambierà. Qualche italiano poco raccomandabile ti ricorda casa, ed essere ospitati dalla famiglia di Saman ti dà l'impressione di esserci già tornato. Fino a quando non arriva il momento di ritrovarla davvero, la tua terra, con la promessa di un nuovo ricordo e i sari che sembrano volerti salutare, spinti dalla brezza dell'oceano Indiano.


testo: Brian Freschi
immagine: Bernardo Anichini