lunedì 9 gennaio 2017

strip advisor _ calpestare gli Dei [ 06 ]


19.08.16 
Sesto Giorno: dalla Val d'Oca a Maialmorto


08:21
Poi ho dormito, eh.

12:02
Ora che sono arrivato quasi alla fine mi rendo conto che lungo tutto il sentiero a cambiare non è il paesaggio, o il dialetto degli indigeni, i sapori degli insaccati, la frequenza dei segnali CAI o l'odore dei calzini. Sì, cambiano tutti, ma quello che cambia davvero è il modo in cui il cammino racconta sé stesso.

Quando cominci a camminare ti racconta la strada un pomposo borghesotto, Ragionier Decanter, molto fiero delle sue zolle, ammiccante, gonfio di Storia, che indica dappertutto per farti riconoscere le cose che gli appartengono - lui ha solo specialità, e non riesce ad ammettere di non saper fare il pane. Dopo un po' che straparla viene interrotto bruscamente da Zi'Leccio, che parla più piano ma finalmente ha qualcosa da dire, anche se preferisce che a volte sia tu a dirla come pare a te. È generoso e chiede giusto un po' d'attenzione, racconta la parte più avvincente, ma non riesce a parlare a lungo, si affievolisce, sonnecchia, poi magari ha uno scossone e urla una poesia, breve però, si assopisce di nuovo, racconta nel sonno... Zi'Leccio? Niente, secco! E adesso? Chi finisce di raccontare?
Passa un tossico. La sua tag è Hwtz, lui è abbastanza giovane, puzza di chimico, espressione assente, vestiti logori, tutti i denti parecchio marci. Tu non lo guardi ma lui t'ha visto. Vuoi l'MD? Chiede, fai cenno di no col capo, ma lui ora è lì e ti guarda senza vedere davvero qualcosa. No dai, maddavero? Ormai vuoi sentire la fine della storia, non c'è alternativa e allora chiedi a lui. Quello smascella, annuisce, racconta. Ma è uno schifo, non si capisce niente quando parla, sbaglia la grammatica, usa abbreviazioni, ripete pure le cose dette dagli altri due, ma le dice male, una sopra all'altra, e ha la fiatella da vino rancido. Poi ci prende pure gusto, s'infervora, inizia a gesticolare, fa dei suoni, prova anche dei passi di balletto, ma è tremendo, ridicolo.
E allora ti rendi conto che il racconto ti piace anche così, che alla fine non è colpa sua, son state le cattive compagnie, alla fine un suo stile Hwtz ce l'ha, e allora sì dai, vai fino in fondo. Frasi finali, pronuncia quasi corretta, un inchino storto e precipita a terra.

Ecco, nel caso la metafora non sia chiara, l'ultimo tratto di sentiero è talmente brutto che dopo un po' ti affezioni, quasi meglio anzi: di nuovo in fuga, stavolta dalla decomposizione, senza voltarsi indietro.

13:47
Non per essere volgare, ma da queste parti i ragni, invece di tessere, le ragnatele le scoreggiano.

14:33
Pranzo: Mezzomelone

16:25
A Maialmorto finisce per davvero, senza indicazioni, in mezzo a un porticato, in un fastidio simile a quello di Silente. Tra poco c'è il treno, un'ora e sono a casa.

Grazie di tutto, eh!


testi & disegni: RUPE


lunedì 2 gennaio 2017

strip advisor _ calpestare gli Dei [ 05 ]


18.08.16 
Quinto Giorno: da Minzione alla Val d'Oca



02:16
Piove. Ancora non lo so, ma la mappa è là fuori.

05:53
Pensieri notturni molesti e odore di scoreggia, non riesco a dormire. Faccio entrare alba in tenda.

10:46
Esco dalla CRAI con la mortadella. Ma la CRAI non era estinta?

11:01
Ancora asfalto, ma almeno la strada è crollata, e un cane cerca di spingermi nel baratro. Vuole la mia mortadella.

13:47
Un ragazzino porta l'acne con sé per farle vedere il cammino. Io porto la mortadella.

15:01
Non riesco a proseguire, devo mangiare la mortadella. Solo un panino, in vista del Monte Ade.

16:31
Pranzo: Panmortadella
Piove mentre mangio il resto della mortadella con vista sui cassonetti della differenziata. Una giovane coppia apparente si aggira inquieta in cerca di qualcosa, mi passano accanto, c'è ancora un etto di mortadella, ma loro non vogliono fare amicizia. Scompaiono in direzione del monte, che in realtà non è manco una collina, ma sembra immenso agli occhi di una pianura.

16:59
Salgo sul Monte Ade, sudo come un noto insaccato rosa coi grasselli e i pistacchi. La coppia di prima sta scendendo, dalla loro espressione capisco che cercavano un luogo e l'hanno trovato, quest'anno partecipano alla Fiera del Mugolone Inquattato e si stavano allenando. Secondo me la vincono, si vede che è amore vero.

17:22
Vetta del Monte Ade, sono circonciso dallo spettacolo immenso - riesco a vedere molte cose piccolissime, perlopiù verdure, autostrada e pale eoliche.
Finge di piovere, ho i piedi caldi.

18:45
Passando per il Monte Bombolone scavalco illegalmente una recinzione per vedere da lontano un leone. Adesso devo scegliere se preferire l'animale o l'audacia.

20:18
Cena: Fagioli alla Schiumachimica
Dimoro in riva al tramonto, tra le zolle di Val d'oca, terra natia di Fantaghirò.
È l'ultima notte, ci ho pensato molto e ho deciso che, invece di finire il cammino domani, vivrò per sempre così: ingozzandomi di more, scaciolandomi i grumi tra le dita dei piedi, attingendo l'acqua dai tubi che sgorgano dal terreno e salutando tutte le persone che vedo - tutte, cazzo! Ora devo solo capire dove si attacca la PlayStation.

21:56
Mi ipnotizzo alla luce della discotorcia e ai suoi fantainutili fasci laterali.
Ti saluto.

01:12
Non riesco a dormire, ho una zolla in un fianco e anche se vivrò per sempre così questa è comunque l'ultima notte a calpestare gli Dei, e m'inquieto.
Esco, vado a in cerca di un temporale che fa brillare le nuvole su Maialmorto. Trovo un lastricato di caccacavalla, poi una strada asfaltata, l'ennesima, poi una piazzola, si aprono gli alberi e ad una collina di distanza sembra esserci una gran vista. Ho una discotorcia e voglio andare su quella collina.
Scendo, quasi una corsetta, l'erba è facile, mi invento la strada che inizia a salire, l'erba è più alta, ci sono i rovi, ma io vado a vedere una discoteca nel Valhalla, non potete fermarmi. La salita diventa intensa, i rovi più fitti, l'erba adesso non è più erba ma arbusti duri e piuttosto alti, cominciano le piante con i semi spinosi che si attaccano ai peli nelle gambe, inizio a sudare, poi i rumori di cose voluminose che si muovono invisibili intorno - siete lontane, non potete fermarmi! Sudo via quel che resta della mortadella e arranco in una giungla di rovi senza more, salgo, la salita è ancora più brutta, il fondo sconnesso e pieno di buche, le spine mi trattengono e strappano qualcosa, non potete, ancora semi spinosi, sudore, non mi fermo, altri rovi, spine, buche, sudo, Valhalla arrivo – a un metro, tra le piante, forterumore, fugaveloce, ÜBERSUINO!

Mi tranquillizzo e torno in tenda.


testo & disegni: RUPE